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Il prestito d’onore

Il prestito d’onore è uno strumento finanziario che si è rapidamente diffuso nel nostro Paese. Rientra tra i finanziamenti personali ma è soprattutto volto allo sviluppo di nuove attività imprenditoriali.

 

Caratteristiche del prestito d’onore

Il prestito d’onore è stato introdotto dal D.Lgs. n. 185/2000 e si rivolge alle persone tra i 18 e i 35 anni di età che desiderano avviare un’attività imprenditoriale di piccole dimensioni operante nell’ambito della produzione dei beni e dei servizi.
Per richiedere il prestito d’onore è necessario dimostrare che, all’atto della presentazione della domanda, il richiedente non abbia nessun reddito all’attivo. Infatti, il prestito d’onore nasce come forma di finanziamento per combattere il fenomeno della disoccupazione giovanile, che nel nostro Paese ha raggiunto numeri record rispetto ad altre realtà europee.

In particolare, il prestito d’onore viene concesso con maggiore frequenza in quelle zone del nostro Paese considerate difficili, in particolare nelle regioni meridionali dove l’economia è in una situazione di stallo o, peggio, di regressione. L’economia dell’Italia meridionale è in una condizione particolarmente difficile e per i giovani le possibilità di entrare efficacemente nel mondo del lavoro sono ridotte a causa di politiche gestionali non adeguate. Il prestito d’onore si inserisce con maggiore successo in questi scenari, dove si mira a stimolare la creatività dei giovani per sviluppare nuovi progetti imprenditoriali o nuove realtà commerciali che possano anche essere funzionali allo sviluppo del territorio stesso.

Il prestito d’onore si caratterizza per essere un finanziamento a fondo perduto: una parte della somma che viene erogata, infatti, non dev’essere restituita mentre l’altra parte gode di privilegi fiscali che connotano il prestito d’onore tra i finanziamenti agevolati, grazie a tassi d’interesse molto bassi, quasi azzerati. In media, i tassi per il prestito d’onore sono più bassi del 70% rispetto ai tassi d’interesse normalmente applicati.

La normativa in materia di prestito d’onore ha posto dei limiti di erogazione del capitale, che si basano principalmente sulla tipologia di progetto. Il capitale massimo che viene erogato al richiedente è di 31.000 euro: la metà a fondo perduto e il resto da restituire con interessi agevolati.

Requisiti per richiedere il prestito d’onore

Oltre ai requisiti anagrafici e reddituali, per richiedere il prestito d’onore è necessario essere residenti in Italia da almeno 6 mesi. Cosa significa questo? Significa che questa speciale forma di finanziamento non è dedicata esclusivamente ai cittadini italiani ma è aperta a tutte le persone che si trovano regolarmente sul territorio italiano, con le autorizzazioni a norma. Questa scelta è stata fatta per aiutare anche gli immigrati che arrivano nel nostro Paese per cercare fortuna, per aprire le porte dell’integrazione e dare a tutti un’opportunità di riscatto per vivere nella legalità e nell’onestà. I cittadini extracomunitari devono essere in regola con il permesso di soggiorno, che nel momento della presentazione della domanda deve avere una validità residua di almeno un anno.

Il prestito d’onore, inoltre, viene concesso con più facilità ai giovani neolaureati, che hanno diritto a ulteriori agevolazioni nei tassi d’interesse.

Oltre a questi requisiti personali, sussistono anche dei requisiti fondamentali a cui bisogna sottostare in relazione alla tipologia di attività che si desidera intraprendere. In particolare, infatti, per avere accesso al prestito d’onore è necessario che l’attività assuma la forma di ditta individuale: non possono essere inclusi tra i progetti meritevoli di attenzione ai fini del prestito d’onore le società di capitali e, ovviamente, l’attività deve sussistere sul territorio italiano. Le società di persone possono beneficiarne ma esclusivamente se la metà dei soci risulta essere disoccupata o inoccupata.

Chi decide di chiedere il prestito d’onore, inoltre, si impegna formalmente a tenere l’attività aperta per un periodo di almeno 5 anni e, quindi, proprio per garantire la continuità di lavoro e il massimo impegno per lo sviluppo dell’attività, il richiedente deve impegnarsi a non prendere in considerazione nessuna proposta lavorativa a tempo indeterminato durante i primi 5 anni.

Sono escluse dalle attività meritevoli di prestito d’onore quelle legate all’agricoltura, all’itticoltura e quelle a queste annesse: nonostante si tratti di ambiti lavorativi meritevoli di considerazione, non possono essere incluse nel prestito d’onore perché sono già presenti altre forme di agevolazione a loro dedicate.

In sintesi, di seguito i requisiti:

  •  età del richiedente compresa tra 18 e 35 anni;
  • cittadinanza italiana o residenza nel Paese da almeno 6 mesi;
  • per i richiedenti extracomunitari, il permesso di soggiorno deve avere una validità residua di almeno un anno;
  • dimostrabilità di una condizione di disoccupazione o inoccupazione;
  • presentazione di un progetto per la creazione di una ditta individuale o società di persone, in cui almeno la metà dei soci risulti senza reddito;
  • garanzia di attività della nuova impresa di almeno 5 anni;
  • l’attività deve sussistere in territorio italiano.

Come richiedere il prestito d’onore

Il Governo ha delegato la gestione delle domande del prestito d’onore ad alcune società esterne, a cui devono pervenire tutte le richieste. La Invitalia si occupa di raccogliere le domande e passarle al vaglio, effettuando la prima scrematura ed eliminando quelle in cui vi sono mancanze di requisiti.

La richiesta dev’essere inoltrata in via telematica o cartacea e, dopo il primo controllo presso questa agenzia, tutta la documentazione viene inoltrata all’agenzia Sviluppo Italia, a cui è affidata la parte pratica dell’erogazione.

Ci vogliono circa sei mesi per ottenere una risposta, positiva o negativa e, in caso di responso contrario, è possibile presentare un’altra domanda in un secondo momento.

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