Prima di erogare un finanziamento, un ente creditizio richiede al potenziale contraente delle garanzie, per mezzo delle quali potrà valutare la sua effettiva capacità di restituire la somma ricevuta. Per gli importi più consistenti, come ad esempio i mutui per la casa, è necessario dimostrare alla banca o alla società di finanziamento di essere in possesso di entrate finanziarie sicure, derivate da un impiego a tempo indeterminato o da una pensione. Oltre alla capacità reddituale del richiedente e altri fattori (come quello anagrafico) verrà presa in esame la reputazione creditizia di chi richiede il prestito: in caso questa non sia particolarmente buona, le possibilità di ottenere il finanziamento potranno ridursi. Tuttavia esistono pur sempre delle opportunità di ricevere dei capitali anche per i cosiddetti cattivi pagatori. Vediamo qui di seguito come funzionano i prestiti ai protestati.

prestito a protestati

Chi sono i protestati ed i cattivi pagatori?

Spesso si utilizza l’espressione cattivi pagatori come una categoria all’interno della quale si includono i protestati, ma in realtà si tratta di due concetti differenti. Quando un contraente affronta delle difficoltà finanziarie che gli impediscono di rispettare pienamente le condizioni del piano di ammortamento, ma riesce ad onorare il debito restituendo la somma dovuta (sebbene in ritardo), allora viene considerato un cattivo pagatore; il suo nominativo può essere inserito nei database delle centrali di rischio, che archiviano i dati del suo comportamento creditizio e li forniscono agli istituti di credito nel momento in cui questo dovesse richiedere un nuovo finanziamento.

Per quanto riguarda i protestati, si tratta di contraenti che non sono riusciti a restituire l’importo ricevuto, e per questo sono stati inseriti nell’apposito registro informatico dei protesti gestito dalle Camere di Commercio. La loro posizione risulta quindi più delicata rispetto ai cattivi pagatori, anche perché i nominativi di questi ultimi possono essere cancellati dai registri dopo alcuni mesi dalla regolarizzazione del prestito: ad esempio, in caso di episodi di morosità di due rate successivamente saldate, lo status di cattivo pagatore verrà cancellato dalle liste entro 12 mesi dalla regolarizzazione.

Prestiti a protestati: come ottenerli

Sebbene non sia facile ottenere un finanziamento quando si possiede una cattiva reputazione creditizia, anche i protestati potranno ricevere dei prestiti, rivolgendosi a quegli enti che erogano delle linee di credito a queste categorie di richiedenti. Spesso verranno richieste delle garanzie aggiuntive o si proporranno delle modalità di restituzione del capitale particolari, come la cessione del quinto dello stipendio. Con questa soluzione, si autorizza la trattenuta di una somma equivalente al 20% della retribuzione mensile direttamente dalla busta paga.

Questa percentuale potrà salire anche al 50% nel caso del prestito delega, con il quale il contraente paga una quota più consistente per coprire il finanziamento acquisito. Come garanzia addizionale, i protestati possono offrire anche il loro TFR, avvalorando così la loro posizione creditizia nei confronti dell’ente erogatore.

I prestiti a protestati e la fideiussione

Al momento della richiesta di un prestito personale, anche cattivi pagatori e protestati potranno avere maggiori possibilità di ottenere un finanziamento se saranno supportati da un fideiussore. Si tratta di un terzo che si fa garante del contraente, assicurando la copertura delle rate mensili del prestito in caso di insolvenza da parte del titolare. Da questo punto di vista, il fideiussore acquisisce le medesime responsabilità del richiedente, un fattore che potrebbe consolidare la posizione di quest’ultimo agli occhi della banca. Sarà quindi essenziale che il garante dimostri di possedere le risorse necessarie per affrontare le eventuali spese del prestito, come uno stipendio, una pensione o delle entrate da rendite finanziarie.

Infine, si ricorda che chi gestisce più finanziamenti con diversi enti creditizi, potrà accorparli con la soluzione del consolidamento prestiti, una modalità che consente di ricevere ulteriore capitale e raggruppare le diverse pratiche esistenti sotto un unico prestito, caratterizzato da un tasso d’interesse unico e da condizioni possibilmente più vantaggiose. Questa opzione può essere utile a chi intende mettere ordine alla sua posizione creditizia, amministrando i finanziamenti in corso in maniera più semplice e ripianando così i prestiti con maggiore efficienza.